<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
					xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
					xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
				  >
<channel>
<title>Aggiornamenti sui corsi di MULTIMEDIA CONSULTING srl - CourseForMe</title>
<link>http://www.courseforme.it/multimedia-consulting-srl/feed</link>
<description><![CDATA[Gli ultimi aggiornamenti sui corsi di MULTIMEDIA CONSULTING srl - CourseForMe]]></description>
<image><title>Aggiornamento corsi - CourseForMe</title>
<link>http://www.courseforme.it/multimedia-consulting-srl/feed</link>
<url>http://www.courseforme.it/img/mclogo.png</url>
</image>
<language>it-it</language>
<pubDate>Fri, 25 May 2012 19:56:27 +0200</pubDate>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA  - RSPP MODULO B5</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza----rspp-modulo-b5-15052.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:33:08 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, laggiornamento obbligatorio. VALUTAZIONE DEI RISCHI: - Obiettivi della valutazione dei rischi- Analisi dei pericoli e dei rischi: sequenza logica (fase preliminare, identificazione dei fattori di rischio e dei lavoratori esposti, stima dellentità di esposizione ai pericoli, stima della gravità e della probabilità degli effetti, programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione); - Ruolo del Datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (Artt. 17-18-19 D.L.gs. 81/08); - Elementi per la costruzione di una matrice. 
ANALISI DEI RISCHI:Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi, RISCHI DERIVANTI DALLORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: Ambienti di lavoro;La movimentazione manuale dei carichi;Movimentazione, sollevamento, mezzi di trasporto; 
IL RISCHIO INFORTUNI; Rischio elettrico; Rischio meccanico; macchine ed attrezzature, Rischio di particolari attrezzature; Rischio cadute dallalto Valutazione dei rischi senza misurazioni: quando e perché.
ANALISI DEI RISCHI: IL RISCHIO CHIMICO IL RISCHIO FISICO.RISCHIO DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUO: Dispositivi di prevenzione collettivi ed individuali. Caratteristiche e scelta dei DPI
ESERCITAZIONE:Applicazione pratica della matrice su un modello predisposto e su singoli casi aziendali
DOCUMENTI ED EMERGENZE,Discussione ed analisi delle esercitazioni sulla matrice,Contenuti del documento di valutazione dei rischi (i criteri adottati, le conclusioni della valutazione, lindividuazione delle misure di prevenzione e protezione, il programma di attuazione di ulteriori misure previste per un miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
Situazioni critiche che possono dar luogo a situazioni di emergenza.Il miglioramento continuo.RISCHIO ESPLOSIONE ,Classificazione dei luoghi pericolosi; Prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio specifico di atmosfere esplosive. Norme CEI EN relative ai luoghi soggetti ad atmosfere esplosive, prescrizioni specifiche per la presenza di polveri infiammabili e sostanze esplosive.
Gestione del rischio residuo: DPI Collettivi ed individuali.
RISCHIO CHIMICO,Definizione di agente chimico e agente chimico pericoloso; Proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche; Modalità di utilizzo o presenza sul posto di lavoro;Classificazione agenti chimici pericolosi;
Proprietà pericolose dellagente: frasi di rischio R, frasi di sicurezza S; Valori limite,valori soglia: TLV.
RISCHIO CHIMICO,Classificazione del rischio chimico, quando il rischio chimico è definibile rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori.
Obblighi del datore di lavoro.I dispositivi di protezione collettivi ed individuali. Il rischio chimico e la sorveglianza sanitaria.
AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI:Definizione di agente cancerogeno e/o mutageno; Cancerogenesi, mutagenesi. Classificazione delle materie prime: Frasi di rischio; Contenuti della scheda di sicurezza; responsabilità. Sostanze emesse durante le attività lavorative. Sostanze per le quali sono vietate produzione, lavorazione ed impiego. Divieti per lavorazioni con esposizioni a cancerogeni da parte di particolari categorie. Il rischio da agenti cancerogeni e mutageni e la sorveglianza sanitaria. VALUTAZIONE DEL RISCHIO: Valutazione dellesposizione; Le misurazioni di igiene industriale; Valori limite, Livelli di esposizione; Lavoratori potenzialmente esposti; Lavoratori esposti.
IMPIANTO ELETTRICO, MESSA A TERRA, SCARICHE ATMOSFERICHE:Verifiche dellimpianto elettrico, della messa a terra, dellimpianto contro le scariche atmosferiche; gli impianti in luoghi "a maggior pericolo di esplosione e di incendio"; lelettrocuzione
MMC e Movimentazione meccanica dei carichi,Movimentazione manuale dei carichi: Procedure, modelli e criteri di valutazione del rischio connesso alla MMC; Modello raccomandato per il calcolo del limite di peso;Indicatori di rischio e azioni conseguenti. Patologie correlate alla MMC. Movimentazione meccanica dei carichi  macchine e attrezzature: Imbracatura dei carichi, sollevamento e movimentazione; Valutazione dei rischi delle macchine secondo le norme UNI EN; Pericoli delle macchine (meccanici e non) secondo le norme UNI EN;  Protezioni delle macchine secondo le norme UNI EN; Il registro delle manutenzioni periodiche secondo linee guida ISPESL; Infortuni, sicurezza e manutenzione; Concetto di efficienza, efficacia, economicità
RISCHIO BIOLOGICO:Pericolo biologico, Infettività, patogenicità,trasmissibilità, neutralizzabilità,Orientamenti per la valutazione del rischio,Indicazioni per la sorveglianza sanitaria, Misura dei microrganismi aerodispersi,Misura della contaminazione biologica di superficie,Dispositivi di protezione collettiva, Gestione del rischio residuo: scelta dei dispositivi di protezione individuale
LA PROTEZIONE ANTINCENDIO: Misure di protezione passiva; Vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; Attrezzature ed impianti di estinzione; Sistemi di allarme; Segnaletica di sicurezza; Impianti elettrici di sicurezza; Illuminazione di sicurezza. Procedure da adottare quando si scopre un incendio; Procedure da adottare in caso di allarme; Modalità di evacuazione; Modalità di chiamata dei servizi di soccorso; Collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali  operative; Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute. etc.). Il D.M. 10/03/98,RADIAZIONI: i campi elettromagnetici; Sorgenti elettriche e magnetiche negli ambienti industriali.
RISCHI FISICI: RUMORE: strategie di monitoraggio, analisi di frequenza e banda dottava; Metodi per la scelta del DPI corretto: Azioni conseguenti la misura del rumore in ambiente confinato; VIBRAZIONI: trasmesse al sistema mano-braccio, trasmesse al corpo intero. Effetti sulla salute. Valutazione del rischi senza misurazioni. MICROCLIMA e ILLUMINAZIONE, differenziazioni tra situazioni di nocività e situazioni di scomodità o di malessere. VDT: Uso di attrezzature munite di videoterminali.
LE EMERGENZE:  Linfluenza della viabilità dei luoghi di lavoro sugli accadimenti e sul sistema di soccorso. La segnaletica di sicurezza. Il PRONTO SOCCORSO AZIENDALE: organizzazione e attrezzature di primo soccorso.
Il RISCHIO DI ESPLOSIONE.prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio specifico di atmosfere esplosive
Gestione del rischio residuo: DPI Collettivi ed individuali, Caratteristiche e scelta.E]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA  - COORDINATORE PER LA SICUREZZA DEI CANTIERI IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE DEI LAVORI</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza----coordinatore-per-la-sicurezza-dei-cantieri-in-fase-di-progettazione-ed-esecuzione-dei-lavori-15026.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:30:41 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


- Modulo giuridico per complessive 28 ore:

La legislazione di base in materia di sicurezza e di igiene  sul lavoro; la normativa contrattuale inerente gli aspetti di sicurezza e salute sul lavoro; la normativa sullassicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

Le normative europee e la loro valenza; le norme di buona tecnica; le direttive di prodotto;  

Il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento al Titolo I. I soggetti del Sistema di Prevenzione Aziendale: i compiti, gli obblighi, le responsabilità civili e penali.  Metodologie  per lindividuazione, lanalisi e la valutazione dei rischi;

La legislazione specifica in materia di salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e nei lavori in quota.  Il titolo IV del  Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

Le figure interessate alla realizzazione dellopera: i compiti, gli obblighi, le responsabilità civili e penali; 

La legge quadro in materia di lavori pubblici ed i principali decreti attuativi;

La disciplina sanzionatoria e le procedure ispettive.



Modulo tecnico per complessive 52 ore:

Rischi di caduta dallalto. 
Ponteggi e opere provvisionali;

Lorganizzazione in sicurezza del Cantiere. 
Il cronoprogramma dei lavori;

Gli obblighi documentali da parte dei committenti, imprese, coordinatori per la sicurezza;

Le malattie professionali ed il primo soccorso;

Il rischio elettrico e la protezione contro le scariche atmosferiche;

Il rischio negli scavi, nelle demolizioni, nelle opere in sotterraneo ed in galleria;

I rischi connessi alluso di macchine e attrezzature di lavoro con particolare riferimento agli apparecchi di sollevamento e trasporto;

I rischi chimici in cantiere;

I rischi fisici: rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione;

I rischi connessi alle bonifiche da amianto;

I rischi biologici;

I rischi da movimentazione manuale dei carichi;

I rischi di incendio e di esplosione;

I rischi nei lavori di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati;

I dispositivi di protezione individuali e la segnaletica di sicurezza.


- Modulo metodologico/organizzativo per complessive 16 ore:

I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento, del piano sostitutivo di sicurezza e del piano operativo di sicurezza;

I criteri metodologici per : 
a) lelaborazione del piano di sicurezza e di coordinamento e lintegrazione con i piani operativi di sicurezza ed il fascicolo; 
b) lelaborazione del piano operativo di sicurezza; 
c) lelaborazione del fascicolo; 
d) lelaborazione del P.I.M.U.S. (Piano di Montaggio, Uso, Smontaggio dei ponteggi; 
e) la stima dei costi della sicurezza;

Teorie e tecniche di comunicazione, orientate alla risoluzione di problemi e alla cooperazione; teorie di gestione dei gruppi e leadership;

I rapporti con la committenza, i progettisti, la direzione dei lavori, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

- Parte pratica  per complessive 24 Ore:

Esempi di Piano di Sicurezza e Coordinamento: presentazione dei progetti, discussione sullanalisi dei rischi legati allarea, allorganizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze;

Stesura di Piani di Sicurezza e Coordinamento, con particolare riferimento a rischi legati allarea, allorganizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze. Lavori di gruppo;

Esempi di Piani Operativi di Sicurezza e di Piani Sostitutivi di Sicurezza;

Esempi e stesura di fascicolo basati sugli stessi casi dei Piano di Sicurezza e Coordinamento;

Simulazione sul ruolo del Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione.


La verifica finale di apprendimento dovrà essere effettuata da una commissione costituita da almeno 3 docenti del corso, tramite simulazione al fine di valutare le competenze tecnico-professionali.

Test finalizzati a verificare le competenze cognitive.


MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA  - RSPP MODULO B3</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza----rspp-modulo-b3-15054.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:57:03 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Lezione 1
PRESENTAZIONE DEL CORSO: Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, laggiornamento obbligatorio. VALUTAZIONE DEI RISCHI: - Obiettivi della valutazione dei rischi (Art. 28 D.L.gs. 81/08); - Analisi dei pericoli e dei rischi: sequenza logica (fase preliminare, identificazione dei fattori di rischio e dei lavoratori esposti, stima dellentità di esposizione ai pericoli, stima della gravità e della probabilità degli effetti, programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione); - Ruolo del Datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti; - Elementi per la costruzione di una matrice. 

Lezione 2
ANALISI DEI RISCHI
Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi
RISCHI DERIVANTI DALLORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: Ambienti di lavoro (Allegato IV D.L.gs. 81/08); La movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI D.L.gs. 81/08); Movimentazione, sollevamento, mezzi di trasporto (Allegato V Parte II); 
IL RISCHIO INFORTUNI; Rischio elettrico; Rischio meccanico; macchine ed attrezzature Rischio di particolari attrezzature; Rischio cadute dallalto (Titolo IV Capo II)

Lezione 3
ANALISI DEI RISCHI (parte II): 
IL RISCHIO CHIMICO (Titolo IX D. Lgs. 81/08): Gas, vapori, fumi; Polveri, fumi, nebbie; Liquidi; Etichettatura.
IL RISCHIO FISICO (Titolo VIII D. Lgs. 81/08): Rumore; Vibrazioni; Microclima; Illuminazione; Radiazioni.
RISCHIO DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI
GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUO: Dispositivi di prevenzione collettivi ed individuali. Caratteristiche e scelta dei DPI

Lezione 4
 ESERCITAZIONE:
Applicazione pratica della matrice su un modello predisposto e su singoli casi aziendali

Lezione 5
Discussione ed analisi delle esercitazioni sulla matrice
Contenuti del documento di valutazione dei rischi (i criteri adottati, le conclusioni della valutazione, lindividuazione delle misure di prevenzione e protezione, il programma di attuazione di ulteriori misure previste per un miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza). Situazioni critiche che possono dar luogo a situazioni di emergenza
Il miglioramento continuo

Lezione 6
Fattori di rischio in edilizia: 
-	Mansioni, macchine e prodotti 
-	I rischi generati allinterno ed allesterno del cantiere
-	Tipologie dei rischi
-	Manutenzioni e registri delle macchine
 

Lezione 7
 ESERCITAZIONE:
Costruzione di una matrice specifica del cantiere relativa alle fasi lavorative dellimpresa e luso di macchinari/attrezzature
Lavoratori e mansioni, strategia di monitoraggio, valutare i risultati della misurazione e definire le azioni conseguenti. Metodi per la scelta del DPI corretto

Lezione 8
RISCHI DI LAVORI PARTICOLARI: Lavori in spazi confinati e lavori in quota; Mezzi ed accessori di sollevamento; Movimentazione meccanica; 
Fasi lavorative dove è più probabile la movimentazione manuale dei carichi (MMC), Calcolo del limite di peso raccomandato
Il Rischio di esplosione. Direttiva 1999/92/CE del 16/12/1999 prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio specifico di atmosfere esplosive

Lezione 9
RUMORE: Strategie di monitoraggio; Analisi in frequenza e in banda dottava;
Azioni conseguenti la misura del rumore in ambiente confinato; Metodi e scelta del DPI corretto. VIBRAZIONI: Trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero; Effetti sulla salute; Valutazione del rischio senza misurazioni: quando e perché; Valutazione con misurazioni; Metodi per la scelta del DPI corretto.
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI (MMC) E MOVIMENTI RIPETITIVI (WMSDs): Procedure, modelli e criteri di valutazione del rischio (NIOSH); Incidenza delle patologie correlate a movimenti ripetitivi; Metodi per la scelta del DPI corretto

Lezione 10
RISCHIO CHIMICO: Definizione di polveri, fumi, nebbie, gas, vapori e aerosol:
danni alla salute; Cancerogenesi e cancerogenità; Schede di sicurezza: frasi di rischio R e frasi di sicurezza S, etichettatura; Dermatiti allergiche da contatto, e dermatiti irritative, sensibilizzazione. Metodi per la scelta del DPI corretto.
RISCHIO BIOLOGICO. ALCOL E TABAGISMO.
RISCHIO AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI 
Metodi per la scelta del DPI corretto. 

Lezione 11
ESERCITAZIONE:
Costruzione della matrice completa delle lavorazioni aziendali in cantiere con la scelta dei dispositivi di protezione individuali (DPI)
Simulazione di un incidente, la costruzione dellalbero delle cause, la squadra delle emergenze. Linfluenza della viabilità dei luoghi di lavoro sugli accadimenti e sul sistema di soccorso

Lezione 12
Viabilità di cantiere e segnaletica. Impianto elettrico, rischio incendio, normative macchine, manutenzione; - Progettazione e sicurezza degli impianti elettrici di cantiere; - Sicurezza impianti elettrici sui macchinari (CEI EN 60204-1); - Normativa macchine; - La manutenzione ordinaria e straordinaria secondo le linee guida ISPESL. Infortunio e malattia professionale. Classificazione INAIL delle imprese ad alto rischio infortuni. Attrezzature di primo soccorso. Servizi di cantiere. Prevenzione incendi. La gestione delle emergenze 

Lezione 13
CONTRATTO DI APPALTO O CONTRATTO DOPERA:
Noleggio delle macchine e delle attrezzature. Comodati duso. Definizione di: appaltante o committente, appaltatore, subappaltatore, lavoratore autonomo o prestatore dopera, lavoratore subordinato, lavoratore dipendente. Definizione di: Contratto dappalto, appalto scorporato, appalto promiscuo, subappalto, contratto dopera. Requisiti tecnico-professionali dellappaltatore. Informazioni da fornire alla ditta appaltatrice. Interferenze di cantiere, cooperazione e coordinamento fra datori di lavoro, committenti e appaltatori. Coordinamento e cooperazione svolti dal committente datore di lavoro

Lezione 14
 ANALISI DEI RISCHI: LA PROTEZIONE ANTINCENDIO: Misure di protezione passiva; Vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; Attrezzature ed impianti di estinzione; Sistemi di allarme; Segnaletica di sicurezza; Impianti elettrici di sicurezza; Illuminazione di sicurezza. Procedure da adottare in caso di evacuazione: Procedure da adottare quando si scopre un incendio; Procedure da adottare in caso di allarme; Modalità di evacuazione; Modalità di chiamata dei servizi di soccorso; Collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali  operative; Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute. etc.). Il D.M. 10 Marzo 1998.

Lezione 15
La gestione della sicurezza:
-Discussione ed anaanalisi delle esercitazioni
-Il PSC- POS]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - ANTINCENDIO RISCHIO BASSO E MEDIO</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---antincendio-rischio-basso-e-medio-15032.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:56:38 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


ANTINCENDIO RISCHIO BASSO - DURATA DEL CORSO 4 ORE

L'incendio e la prevenzione: princìpi della combustione; prodotti della combustione; sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio; effetti dell'incendio sull'uomo; divieti e limitazioni di esercizio; misure comportamentali.
Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio: Principali misure di protezione antincendio; evacuazione in caso di incendio; chiamata dei soccorsi.
Esercitazioni pratiche: Presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili; istruzioni sull'uso degli estintori portatili effettuata o avvalendosi di sussidi audiovisivi o tramite dimostrazione pratica.

ANTINCENDIO RISCHIO MEDIO - DURATA DEL CORSO 8 ORE

1) L'incendio e la prevenzione incendi (2 ore)
Principi sulla combustione e l'incendio; le sostanze estinguenti; triangolo della
combustione; le principali cause di un incendio; rischi alle persone in caso di
incendio; principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi.
2) Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio (2 ore)
Le principali misure di protezione contro gli incendi; vie di esodo; procedure
da adottare quando si scopre un incendio o in caso di allarme; procedure per
l'evacuazione; rapporti con i vigili del fuoco; attrezzature ed impianti di
estinzione; sistemi di allarme;
2) Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio (1 ora)
Segnaletica di sicurezza; illuminazione di emergenza.
3) Esercitazioni pratiche (3 ore)
Presa visione e chiarimenti sui mezzi di estinzione più diffusi; presa visione e
chiarimenti sulle attrezzature di protezione individuale; esercitazioni sull'uso
degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti.

MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - CARRELLISTI E MULETTISTI</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---carrellisti-e-mulettisti-15027.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:56:22 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI
T

CENNI GENERALI SULLE PRINCIPALI NORME DI SICUREZZA. 
CENNI SULLE PRINCIPALI NORME INERENTI I CARRELLI ELEVATORI. 
LA SEGNALETICA
CENNI SUI PARTICOLARI COSTRUTTIVI DEI CARRELLI ELEVATORI: 
Classificazione dei vari tipi di carrelli elevatori (UNI ISO 5053); 
Classificazione dei vari tipi di carrelli frontali;
I carrelli elettrici;
I carrelli a motore endotermico;
COMANDI PRINCIPALI E LORO CORRETTO UTILIZZO 
	Parti principali; 
	Posto guida; 
CENNI SULLE ATTREZZATURE ACCESSORIE; 
	Attrezzature statiche; 
	Applicazioni oleodinamiche; 
CONCETTI SULLA STABILITÀ STATICA E DINAMICA: 
	Principio della leva; 
	Stabilità del carrello frontale; 
	Stabilità dinamica; 
	Cenni sulla stabilità degli altri tipi di carrello elevatore. 
	sicurezza nell'uso dei carrelli elevatori a forche
	sicurezza nell'uso dei carrelli elevatori a cestello
RISCHI PRINCIPALI
	utilizzo da parte di personale non formato
	utilizzo concomitante di altri carrelli o mezzi di trasporto 
	azionamento involontario di comandi
	rovesciamento;
	caduta di carico;
	investimento da materiale movimentato;
	investimento da perdita di staticità di cataste, o di ripiani;
	cesoiamento da montanti;
	caduta persone sollevate o trasportate
	superamento della capacità di portata
	elettrici in prossimità di linee aeree in tensione
	rumore;
	movimentazione carichi in ambienti refrigerati;
RISCHI RESIDUI
ILLUSTRAZIONE DEI DISPOSITIVI DI SICUREZZA: 
	Dispositivi di ritenuta del conducente; 
	Protezioni e griglie; 
	Dispositivi elettrici; 
	DPI.
PORTATE (NOMINALE / EFFETTIVA / RESIDUA): 
	Portata nominale; 
	Portata effettiva; 
	Portata residua. 
MANUTENZIONI: 
	Controlli preliminari; 
	Pulizia; 
	Punti di ingrassaggio e/o lubrificazione; 
	Verifiche tecniche.
	Verifiche giornaliere e periodiche prescritte da normative
PARCHEGGIO - RIFORNIMENTI  BATTERIE: 
	Parcheggio del carrello; 
	Rifornimento di carburante; 
	Ricarica della batteria;
	Sostituzione batteria. 
NOZIONI DI CARICO:
	Posizionamento dei carichi sulle forche
	Carico delle forche da terra, da ripiani e/o da cataste
	Scarico delle forche a terra, su ripiani e/o su cataste
NOZIONI DI GUIDA: 
	Circolazione; 
	Sensi di marcia;
	Guida in particolari situazioni di pericolo;
	Angoli di sterzata;
	Guida in salita e discesa; 
	Guida senza carico; 
	Guida con i carichi;
	Guida con carichi voluminosi; 
	Principali rischi di incidente; 
PRESCRIZIONI E DIVIETI
ESERCITAZIONE


MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - PRIMO SOCCORSO 12 ORE</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---primo-soccorso-12-ore-15031.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:55:57 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI

Le aziende ovvero le unita' produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attivita' svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi.
Questo tipo di corso è per le aziende di gruppo B e C, cioé: 
Gruppo B: aziende o unita' produttive con tre o piu' lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Gruppo C: aziende o unita' produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. 

Lezione 1
Allertare il sistema di soccorso 
a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.); 
b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. 
Riconoscere un'emergenza sanitaria: 
1) Scena dell'infortunio: 
a) raccolta delle informazioni 
b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili 
2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: 
a) funzioni vitali (polso, presFsione, respiro); 
b) stato di coscienza; 
c) ipotermia ed ipertemia. 
3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascolare e respiratorio. 
4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso.

Lezione 2
Attuare gli interventi di primo soccorso: 
1) Sostenimento delle funzioni vitali: 
a) posizionamento dell'infortunato e manovre per la pervietà delle prime vie aeree; 
b) respirazione artificiale; 
c) massaggio cardiaco esterno 
2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso: 
a) lipotimia, sincope, shock; 
b) edema polmonare acuto; 
c) crisi asmatica; 
d) dolore acuto stenocardico; 
e) reazioni allergiche; 
f) crisi convulsive; 
g) emorragie esterne post-traumatiche e tamponamento emorragico. 

Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta.

Lezione 3
Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro 
1) Cenni di anatomia dello scheletro, 
2) Lussazioni, fratture e complicanze. 
3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale. 
4) Traumi e lesioni toraco addominali.

Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro 
1) Lesioni da freddo e da calore. 
2) Lesioni da corrente elettrica, 
3) Lesioni da agenti chimici. 
4) Intossicazioni. 
5) Ferite lacero contuse. 
6) Emorragie esterne.

Lezione 4
Acquisire capacità di intervento pratico 	
1.	Principali tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N
2.	Principali tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute
3.	Principali tecniche di primo soccorso nella sindrome di insufficienza respiratoria acuta. 
4.	Principali tecniche dì rianimazione cardiopolmonare
5.	Principali tecniche di tamponamento emorragico. 
6.	Principali tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato.
7.	Principali tecniche di primo soccorso in casi di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici. 


MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - PRIMO SOCCORSO 16 ORE</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---primo-soccorso-16-ore-15029.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:55:35 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Le aziende ovvero le unita' produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attivita' svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi.
Questo tipo di corso è per le aziende di Gruppo A, cioé:
I) Aziende o unita' produttive con attivita' industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attivita' minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
II) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilita' permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale;
III) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.

Lezione 1
Allertare il sistema di soccorso a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.); b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. 
Riconoscere un'emergenza sanitaria: 1) Scena dell'infortunio: a) raccolta delle informazioni; b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili ; 2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro); b) stato di coscienza; c) ipotermia e ipertermia; 3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascolare e respiratorio; 4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso. 


Lezione 2
Attuare gli interventi di primo soccorso: 1) :Sostenimento delle funzioni vitali: a) posizionamento dell'infortunato e manovre per la pervietà delle prime vie aeree; b) respirazione artificiale, c) massaggio cardiaco; 2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso: a) lipotimia, sincope, shock ; b) edema polmonare acuto; c) crisi asmatica; d) dolore acuto stenocardico; e) reazioni allergiche; f) crisi convulsive; g) emorragie esterne post- traumatiche e tamponamento emorragico. 
Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta 
Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro: 1) Cenni di anatomia dello scheletro. 2) Lussazioni, fratture e complicanze; 3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale; 5) Traumi e lesioni toraco-addominali.

 

Lezione 3
Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro: 
1.	Lesioni da freddo e da calore
2.	Lesioni da corrente elettrica
3.	Lesioni da agenti chimici
4.	Intossicazioni. 
5.	Ferite lacero contuse
6.	Emorragie esterne 
Acquisire capacità di intervento pratico1) Tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N; 
2) Tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute


Lezione 4
Acquisire capacità di intervento pratico
3.	Tecniche di primo soccorso nella sindrome di insufficienza respiratoria acuta.
4.	Tecniche dì rianimazione cardiopolmonare
5.	Tecniche di tamponamento emorragico. 
6.	Tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato.
7.	Tecniche di primo soccorso in casi di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici. 


MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---rappresentante-dei-lavoratori-per-la-sicurezza-15043.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:55:18 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Lezione 1
PRESENTAZIONE DEL CORSO: Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, laggiornamento obbligatorio. 
Le fonti del diritto
Principi giuridici comunitari e nazionali
Cenni di storia della sicurezza. 


Lezione 2
Aspetti generali del D. Lgs. 81/2008
Legge 231
Dalle direttive europee ai decreti di recepimento
Norme tecniche e buona prassi
Il sistema pubblico della prevenzione

 

Lezione 3
I soggetti aziendali coinvolti nella prevenzione: Datore di Lavoro; Dirigente; Preposto; RSPP; Medico competente;
Incaricati alle emergenze;
Compiti e Responsabilità.
I soggetti pubblici coinvolti nella prevenzione


Lezione 4
Definizione del concetto di rischio e pericolo
Individuazione dei fattori di rischio
La valutazione del rischio
Le misure di miglioramento
Rischi specifici: Ambiente di lavoro, elettrico, meccanico, movimentazione manuale, Carrelli, cadute dallalto
Gestione delle emergenza

 

Lezione 5
Documento di valutazione dei rischi
Le ricadute organizzative e gestionali della valutazione dei rischi
Malattie professionali
Classificazione dei fattori di rischio
Agenti cancerogeni e mutageni
Rischio chimico, fisico, biologico
Rischi specifici e misure di sicurezza


Lezione 6
Rischio Rumore e Vibrazioni
Videoterminali, Movimentazione
Radiazioni
Microclima
Esercitazione

 

Lezione 7
Il Rappresentante dei Lavoratori e la sicurezza
Il RLS ed il sindacato
Compiti e funzioni del RLS
Le specificità dellEnte in relazione al processo delle relazioni interne.
Esercitazione


Lezione 8
Nozioni e tecnica della comunicazione
La comunicazione interpersonale
La riunione periodica
Il coinvolgimento del RSL
La consultazione dei lavoratori
Ruolo dellinformazione e della formazione



MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - RSPP DATORE DI LAVORO</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---rspp-datore-di-lavoro-15044.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:55:01 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Contenuti del corso

 Lapproccio alla prevenzione attraverso il D.Lgs. 81/2008 
 La filosofia del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 in riferimento alla organizzazione di un Sistema di Prevenzione aziendale, alle procedure di lavoro, al rapporto uomo- macchina e uomo ambiente/sostanze pericolose, alle misure generali di tutela della salute dei lavoratori e alla valutazione dei rischi. 
 Il sistema legislativo 
 La gerarchia delle fonti giuridiche 
 Le Direttive Europee 
 La Costituzione, Codice Civile e Codice Penale 
 Levoluzione della normativa sulla sicurezza e igiene del lavoro 
 Statuto dei Lavoratori e normativa sulla assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e malattie professionali 
 Il D.Lgs. 81/2008: lorganizzazione della prevenzione in azienda, i rischi considerati e le misure preventive esaminati in modo associato alla normativa vigente collegata 
 La legislazione relativa a particolari categorie di lavoro: lavoro minorile, lavoratrici madri, lavoro notturno, lavori atipici, etc. 
 Le norme tecniche UNI, CEI e loro validità 
 I soggetti del sistema aziendale, obblighi, compiti, responsabilità 
 Il Datore di lavoro, i Dirigenti e i Preposti 
 Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), gli Addetti del SPP 
 Il Medico Competente (MC) 
 Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) 
 Gli Addetti alla prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e pronto soccorso 
 I Lavoratori 
 I Progettisti, i Fabbricanti, i Fornitori e gli Installatori 
 I Lavoratori autonomi ll sistema pubblico della prevenzione 
 Vigilanza e controllo  Il sistema delle prescrizioni e delle sanzioni 
 Le omologazioni, le verifiche periodiche 
 Informazione, assistenza e consulenza 
 Organismi paritetici e Accordi di categoria Terza Giornata Criteri e strumenti per lindividuazione dei rischi 
 Concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione 
 Analisi degli infortuni: cause, modalità di accadimento, indicatori, analisi statistica e andamento nel tempo, registro infortuni  Documento di valutazione dei rischi: contenuto e specificità 
 Individuazione e quantificazione dei rischi 
 Priorità e tempistica degli interventi di miglioramento Classificazione dei rischi 
 Rischio da ambienti di lavoro 
 Rischio elettrico 
 Rischi fisici ( rumore  vibrazioni elettromagnetismo  MMC) 
 Rischi chimici, cancerogeni e mutageni 
 Rischio meccanico, Macchine, Attrezzature, impianti 
 Rischio ergonomico; Vdt 
 Rischio movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi di trasporto) 
 Rischio cadute dallalto Rischio di incendio ed esplosione 
 Il quadro legislativo antincendio e C.P.I. 
 Gestione delle emergenze elementari Informazione e formazione 
 Informazione e formazione 
Le ricadute applicative e organizzative della valutazione dei rischio 
 Il piano delle misure di prevenzione 
 Il piano e la gestione del pronto soccorso 
 La sorveglianza sanitaria: (definizione della necessità della sorveglianza sanitaria, specifiche tutele per le lavoratrici madri, minori, invalidi, visite mediche e giudizi di idoneità, ricorsi) 
 Lindividuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione
- dispositivi di protezione individuali
- segnaletica di sicurezza
- la gestione delle emergenze
- la formazione e linformazione
- la sorveglianza sanitaria
- le schede di sicurezza dei prodotti
 I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): criteri di scelta e di utilizzo 
 La gestione degli appalti 
Test finale 
 Questionario finale di verifica dellapprendimento 



MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
<item>
<title>ABRUZZO CORSI IN SICUREZZA - RSPP MODULO B1</title>
<link>http://www.courseforme.it/corsi/abruzzo-corsi-in-sicurezza---rspp-modulo-b1-15056.html</link>
<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:54:35 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI


Lezione 1
PRESENTAZIONE DEL CORSO: Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, laggiornamento obbligatorio. VALUTAZIONE DEI RISCHI: - Obiettivi della valutazione dei rischi (Art. 28 D.L.gs. 81/08); - Analisi dei pericoli e dei rischi: sequenza logica (fase preliminare, identificazione dei fattori di rischio e dei lavoratori esposti, stima dellentità di esposizione ai pericoli, stima della gravità e della probabilità degli effetti, programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione); - Ruolo del Datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (Artt. 17-18-19 D.L.gs. 81/08); - Elementi per la costruzione di una matrice. 


Lezione 2
ANALISI DEI RISCHI: 
Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi
RISCHI DERIVANTI DALLORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: Ambienti di lavoro (Allegato IV D.L.gs. 81/08); La movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI D.L.gs. 81/08); Movimentazione, sollevamento, mezzi di trasporto (Allegato V Parte II); 
IL RISCHIO INFORTUNI; Rischio elettrico; Rischio meccanico; macchine ed attrezzature, Rischio di particolari attrezzature; Rischio cadute dallalto.  Valutazione del rischio senza misurazioni: quando e perché.

 

Lezione 3
ANALISI DEI RISCHI : 
Documento di valutazione dei rischi: Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio 
La classificazione dei rischi in relazione alla normativa
La valutazione di alcuni rischi specifici in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza


Lezione 4
ESERCITAZIONE:
Applicazione pratica della matrice su un modello predisposto e su singoli casi aziendali


 

Lezione 5
ANALISI DEI RISCHI: 
Il Rischio di esplosione. Direttiva 1999/92/CE del 16/12/1999 prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio specifico di atmosfere esplosive
Gestione del rischio residuo: DPI Collettivi ed individuali, Caratteristiche e scelta dei dispositivi di protezione individuale.


Lezione 6
RISCHI SPECIFICI IN AGRICOLTURA:
RISCHI DI NATURA FISICA: rumore, vibrazioni, MMC, microclima, illuminazione, esposizione a radiazione solare, esposizione a calore.
RISCHI DI NATURA CHIMICA: composti e sostanze, TLV; Gas, vapori, fumi, polveri, fumi, nebbie. Leggere e capire la scheda di sicurezza; Frasi R (rischio) e S (sicurezza); Etichettatura delle sostanze e dei composti.
RISCHI DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI
EFFETTI: allergizzante, sensibilizzante, gastroenterico, neurologico, cancerogeno, mutageno, teratogeno. 

 

Lezione 7
 RISCHI SPECIFICI IN AGRICOLTURA
RISCHI DI NATURA BIOLOGICA: batteri, virus, macro e micro parassitari: anchilostomiasi, actinomiceti termofili; Caratteristica di pericolosità: infettività, patogenicità, trasmissibilità, neutralizzabilità; Le zoonosi: da contatto diretto con animali, da punture di zecche; Gestione del rischio nellattività agricola. Le tossinfezioni. VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE NELLATTIVITÀ AGRICOLA. GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUO: protezione delle vie respiratorie, degli occhi e del viso, delludito, delle mani e della pelle, dei piedi. Criteri per una corretta scelta dei DPI


Lezione 8
ESERCITAZIONE 
Rischi specifici in agricoltura
Applicazione pratica di una matrice di settore 
Macchine e attrezzature per il trattamento delle deiezioni: carrobotte, agitatore, albero cardanico. Individuazione dei rischi e soluzioni. 

 

Lezione 9
ANALISI DEI RISCHI: LA PROTEZIONE ANTINCENDIO: Misure di protezione passiva; Vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; Attrezzature ed impianti di estinzione; Sistemi di allarme; Segnaletica di sicurezza; Impianti elettrici di sicurezza; Illuminazione di sicurezza. Procedure da adottare quando si scopre un incendio; Procedure da adottare in caso di allarme; Modalità di evacuazione; Modalità di chiamata dei servizi di soccorso; Collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali  operative; Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute. etc.). Il D.M. 10 Marzo 1998.


MULTIMEDIA CONSULTING SRL
VIA PO 37, SAN GIOVANNI TEATINO 
( SAMBUCETO)- CHIETI]]></description>
</item>
</channel>
</rss>
